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| |  | | | Il
Piano di Formazione di una Camera Commercio Il
caso di Rimini CEPA
LIUC
GRUPPO DI LAVORO GESTIONE RISORSE UMANE UNIONCAMERE REGIONALE |
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IL
PIANO DI FORMAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
DI RIMINI | | | | | | | | | | | | | | | LA
FORMAZIONE DEL PERSONALE | | | | | | | | | Al
centro dei processi di cambiamento e innovazione della Camera di Commercio di
Rimini gli Organi Politici e la Dirigenza segnalano quale fondamentale la valorizzazione
delle risorse umane e delle loro competenze e la crescita complessiva, quantitativa
e qualitativa, dei servizi erogati all'utenza. Per realizzare questo processo
di valorizzazione delle risorse umane, la Camera di Commercio di Rimini ha posto
le politiche formative al centro di un percorso di sviluppo e intende progettare,
programmare e definire un piano di formazione dei dipendenti, già in servizio
e neo assunti; anche con l'obiettivo di sviluppare sistemi di comunicazione, sia
interni all'ente che esterni; di originare, e far crescere nel tempo, un processo
di fidelizzazione dei dipendenti nei confronti dell'Ente e di attivare un percorso
di crescita professionale delle risorse umane della Camera. Alla base del suddetto
percorso è l'esigenza manifestata di fare aderire prestazioni e servizi
ai bisogni della utenza di riferimento, potenziando e riallocando le caratteristiche
professionali del personale, sulla base degli scopi che si vogliono raggiungere;
sviluppando una cultura del servizio e al tempo stesso realizzando lo sviluppo
professionale delle risorse umane presenti nell'Ente. La sopra indicata metodologia
necessita di essere adottata nell'Ente in modo permanente al fine di rendere lo
strumento della formazione un sistema di gestione vero e proprio delle risorse
umane. Sulla base delle
risultanze dei colloqui intercorsi con la Dirigenza dell'Ente si possono individuare
le seguenti esigenze di partenza: | | | | | | | | EVOLUZIONE
CULTURALE E FIDELIZZAZIONE: | | | necessità
di sviluppare e rafforzare l'immagine dell'Ente internamente, tra i dipendenti,
e verso gli utenti esterni e il territorio di riferimento; | | | rendere
attrattiva dal punto di vista lavorativo la Camera di Commercio nei confronti
dei dipendenti neo e già assunti; | | |
sviluppare una cultura diffusa del cambiamento. | | | | EVOLUZIONE
ORGANIZZATIVA E DEI SERVIZI: | | |
miglioramento e monitoraggio continuo dei processi di lavoro; | | |
valorizzazione della programmazione e dei sistemi di reporting; | | |
sviluppo dei servizi erogati dalla Camera; | | | | | SVILUPPO
DELLE COMPETENZE: | | | necessità
di gestire un costante monitoraggio delle risorse professionali presenti nell'Ente; | | |
necessità di innovare il sistema dei ruoli e profili professionali e della
relativa responsabilità; | | | crescita
professionale del personale finalizzata ad evoluzione e arricchimento delle professionalità,
anche in termini gestionali; | | | evoluzione
delle capacità tecniche specifiche; | | | sviluppo
di sistemi di addestramento e formazione in entrata per i neo-assunti. | | | | COMUNICAZIONE
INTERNA ED ESTERNA | | | necessità
di sviluppare e integrare i sistemi di comunicazione interni; | | | necessità
di potenziare la comunicazione esterna dell'Ente | | | | |
IL
SIGNIFICATO DELLA FORMAZIONE
| | | DEFINIZIONE
DELLA FORMAZIONE | | | Con
il termine FORMAZIONE si intendono le attività organizzate che hanno la
finalità di produrre percorsi di sviluppo professionale del personale dell'Ente
per realizzare un miglioramento quantitativo e qualitativo della performance della
Camera, dato che la formazione rappresenta un incontro tra potenzialità
e i bisogni dell'individuo e i bisogni dell'Ente. L'obiettivo della formazione
è il SAPERE e il TRASFERIMENTO DEL SAPERE nell'organizzazione. | | | | | | IL
PERCHÉ DELLA FORMAZIONE NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI | | | In
primo luogo, vi è la necessità che i processi di cambiamento culturale,
che le amministrazioni stanno vivendo e che sono caratterizzati dalla graduale
assimilazione di nuovi modelli gestionali, siano accompagnati e sostenuti da un
investimento in formazione che risponda alle esigenze connesse ai processi di
cambiamento. Un secondo
elemento su cui richiamare l'attenzione, è rappresentato, analogamente
a quanto accade in altri settori del mondo del lavoro, dal fabbisogno di nuove
figure professionali, che pone il problema del reclutamento delle suddette professionalità,
ma anche quello della riconversione di professionalità interne già
esistenti. Un terzo
fattore da menzionare riguarda anche l'evoluzione dei processi e dei contenuti
lavorativi nelle amministrazioni. Solo per dare un'idea di quanto profondamente
stiano cambiando le conoscenze e le tecniche di lavoro, si pensi al gran numero
di "riforme" che nell'ultimo decennio hanno investito i principali settori
di intervento della Camera (servizi alle imprese, servizi multimediali, servizi
di regolazione del mercato, servizi delegati e decentrati, servizi di gestione
delle risorse umane). Da tale stato di cose nasce l'esigenza di verificare
il grado di conoscenza professionale dei singoli dipendenti sulla evoluzione dei
processi e dei contenuti lavorativi e il grado di condivisione degli stessi all'interno
dell'Ente; con conseguente necessità di creare un collegamento strutturato
tra apprendimento individuale e trasferimento di conoscenze all'interno dell'Ente. La
formazione diventa così sempre più una attività fisiologica,
che deve seguire tutta la vita professionale del personale all'interno dell'Ente. | | | | | |
I CAMPI DI INTERVENTO DELLA FORMAZIONE | | | E'
fondamentale, per attuare un vero piano formativo definire quelli che sono i suoi
campi di intervento, che saranno alla base della definizione delle aree e sub-aree
di formazione; in particolare la formazione dovrà riguardare: | | | | IL
SAPERE | CONOSCENZE | | | | IL
SAPER FARE | CAPACITA'
TECNICHE E PROFESSIONALI | | | | IL
SAPER ESSERE |
FIDELIZZAZIONE ED ASSIMILAZIONE DI UN CULTURA ORGANIZZATIVA DISCENDENTE DALLE
STRATEGIE DELL'ENTE. |
| | | | | | | | | | | | Le
fasi del processo di formazione di possono distinguere in : | | | | | 1
- ANALISI DEI BISOGNI | | | muovere
da un'analisi approfondita dei fabbisogni, dalla quale possano scaturire le indicazioni
per pianificare gli interventi, formulando un piano complessivo delle attività
che individui, per le diverse unità organizzative ed aree professionali,
contenuti, approcci e modalità degli interventi formativi e di addestramento; | |
2 - PROGETTAZIONE | | | progettare
ed organizzare gli interventi specifici, realizzando le condizioni ottimali per
l'apprendimento e il coinvolgimento dei partecipanti; | | 3
- INTERVENTI FORMATIVI | | | assicurare
la gestione dell'intervento | | 4
- VALUTAZIONE DEI RISULTATI | | |
valutare i risultati conseguiti e l'impatto delle attività realizzate,
soprattutto riguardo all'apprendimento dei partecipanti, all'adeguatezza dei contenuti
formativi rispetto ai fabbisogni e all'effettivo arricchimento professionale del
personale coinvolto. |
| | | | Conclusivamente
si segnala l'importanza di creare il collegamento tra valutazione dei risultati
(fase 4) e analisi dei bisogni (fase 1), affinché la progettazione futura
sia legata ai risultati ottenuti | | | | | | | | L'ANALISI
DEI FABBISOGNI FORMATIVI | | | | L'analisi
dei fabbisogni costituisce un'attività preliminare di fondamentale importanza
per la buona riuscita degli interventi formativi. Nell'analisi dei fabbisogni
sono considerate normalmente tre variabili : | | | | | | il
contesto organizzativo ("organizzazione"); | | | i
contenuti delle attività dei profili ("job"); | | | le
competenze della risorsa umana e la loro evoluzione ("individuo"). |
| | | | La
variabile organizzazione va indagata sia negli aspetti strutturali, sia negli
aspetti socioculturali (ad es. analisi del clima, fidelizzazione, etc.). Le
informazioni sulla struttura dell'organizzazione riguardano essenzialmente l'organigramma;
le varie distribuzioni del personale per unità organizzativa, categoria
e profilo professionale, età, titolo di studio ecc.; le funzioni e gli
obiettivi delle diverse unità organizzative; i principali processi e servizi
gestiti e le loro tendenze e prospettive di evoluzione e sviluppo. Tali informazioni
sono utili soprattutto per una prima contestualizzazione delle attività
(ad esempio, per definire la dimensione dell'intervento e il numero di partecipanti
da coinvolgere, delineare ipotesi preliminari di sviluppo professionale, individuare
processi e servizi su cui si riscontrano particolari criticità e fabbisogni). La
seconda variabile da prendere in considerazione è rappresentata dalle attività
da svolgersi e dalle posizioni di lavoro. Per attività da svolgersi
si intende un insieme di contenuti professionali omogenei caratterizzati da conoscenze
teorico-pratiche, capacità, orientamenti ed attitudini ben definiti, contenuti
che corrispondono, di massima, ai profili professionali richiamati nei contratti
collettivi di lavoro. Ogni attività può esplicarsi all'interno
di una o più posizioni di lavoro (ruoli organizzativi), con una loro precisa
collocazione, caratterizzate da compiti, attività ed obiettivi determinati;
dall'inserimento in una rete di relazioni e da un certo grado di autonomia decisionale. E'
a questo punto che entra in gioco la terza tra le variabili individuate, data
dalle persone che concretamente operano nelle attività e nelle posizioni
di lavoro individuate. Il fabbisogno formativo scaturisce proprio dal raffronto
tra competenze individuali e competenze standard relative ad una attività,
dato che ciascuna persona possiede un livello di competenze acquisito nel tempo
e dovuto alla propria formazione scolastica, alle esperienze precedenti, all'apprendimento
sul lavoro, ai corsi frequentati, all'autoaggiornamento ecc. Tale livello di
competenze può essere più o meno adeguato rispetto alle attività
svolte ovvero risultare sensibilmente superiore alla media (competenze distintive);
in altre parole, per ciascuna persona è possibile evidenziare debiti di
competenze a cui correlare percorsi di formazione o di addestramento, operandosi,
quindi, una stretta correlazione tra fabbisogno formativo/addestramento e individuo. Il
piano di formazione individuale, stilato solitamente a seguito delle risultanze
prodotte dal sistema di valutazione annuale adottato dall'Ente, ha proprio la
funzione di delineare un percorso formativo e di apprendimento finalizzato a colmare
il debito formativo evidenziato dalla valutazione o a creare le premesse per inserire
le persone all'interno di sentieri di sviluppo professionale. Si comprende,
in conclusione, come l'analisi dei fabbisogni formativi necessiti, a monte, di
un'attenzione specifica al tema delle " attività e professioni"
e al tema collegato delle "competenze organizzative". E' necessario,
quindi, che l'Ente abbia realizzato un sistema di gestione dei profili professionali,
orientato non solo a circoscrivere i contenuti formali della prestazione lavorativa
(l'oggetto del contratto di lavoro) o a stabilire quali mansioni siano riconducibili
al profilo, ma anche a definire le competenze organizzative richieste a ciascuna
attività svolta (profilo di competenza). L'analisi dei fabbisogni interni
all'Ente permette di individuare alcune esigenze complessive, da cui derivano
le principali aree di intervento della formazione. | | | | | | | | IL
PIANO FORMATIVO | | | | | | | | GLI
OBIETTIVI DEL PIANO DI FORMAZIONE | | | | Alla
luce delle esigenze rilevate dall'Ente sono stati individuati i seguenti obiettivi
del piano di formazione. Il primo obiettivo è stato quello di realizzare
un piano della formazione che non fosse una somma di corsi, ma un insieme di attività
basate su una riconfigurazione del sistema professionale coerente con le logiche
del "nuovo ordinamento professionale", e che fosse integrabile con azioni
di mobilità e sviluppo professionale all'interno dell'Ente. Il nuovo
sistema di inquadramento professionale individuato dalla contrattazione nazionale
e la necessità di gestire sentieri di sviluppo e carriera tra categorie
e tra profili all'interno delle categorie, impongono la definizione di un piano
di formazione generale. Per costruire un piano di formazione generale, rivolto
a tutto il personale, articolato in diverse tipologie di intervento e con valenza
pluriennale, si è scelto di procedere ad una ricostruzione del sistema
professionale in essere che fosse focalizzato sulle competenze e che, quindi,
fosse utilizzabile dalla Camera per definire logiche di gestione e sviluppo del
personale, tenendo conto dei criteri che si sono definiti nei contratti di lavoro. La
definizione dei nuovi profili professionali da parte della Camera è stato
dunque l'elemento di partenza per definire i contenuti del piano formativo. Un
ulteriore ordine di obiettivi ha riguardato l'insieme dell'organizzazione e le
azioni non direttamente formative, dato che il processo di elaborazione del piano
e la sua successiva realizzazione sono stati orientati a costruire una cultura
diffusa dell'innovazione; a migliorare i processi comunicativi e a promuovere
una maggiore sensibilità sulla necessità della formazione permanente
come leva per favorire il miglior funzionamento dell'Ente. | | | |
OBIETTIVI
DEL PIANO FORMATIVO
| | | | |
EVOLUZIONE
CULTURA ORGANIZZATIVA E FIDELIZZAZIONE:
| | | il
nuovo ruolo della Camera di Commercio sul territorio; | | | sviluppo
del senso di appartenenza all'Ente; | | | sviluppo
dei processi motivazionali; | | | sviluppo
di competenze in materia di cambiamento organizzativo e gestione dei processi
di evoluzione organizzativa; | | | definizione
di meccanismi di integrazione che permettano di superare le specializzazioni funzionali
tra aree. | | SVILUPPO
DELLE COMPETENZE: | | | sviluppo
del sistema dei ruoli e profili professionali, attraverso una crescita dell'autonomia
e della responsabilità; | | |
creazione di sentieri di carriera attraverso l'acquisizione di competenze gestionali
che permettano la gestione dello sviluppo tra categorie professionali; | | | evoluzione
delle capacità tecniche specifiche dei singoli profili, in coerenza con
le evoluzioni ambientali e di processo; | | | sviluppo
di sistemi di addestramento e formazione in entrata per i neo-assunti; | | | realizzazione
di un costante monitoraggio delle risorse professionali presenti nell'Ente. | | COMUNICAZIONE
INTERNA ED ESTERNA: | | |
sviluppo dei sistemi di comunicazione interna all'Ente, finalizzati alla realizzazione
effettiva della gestione per processi; | | | sviluppo
della conoscenza dei sistemi relativi alle tecniche di comunicazione; | | | creazione
di sistemi, formalizzati e condivisi, di comunicazione verso l'esterno ed approfondimento
delle relative tecniche di comunicazione. |
| | | | | | | | LE
AREE DI INTERVENTO DELLA FORMAZIONE | | | | Il
piano formativo si svilupperà, conseguentemente, secondo le seguenti aree
di intervento: | | | | A.
Formazione relativa ai sistemi di comunicazione e di relazione Per
formazione relativa ai sistemi di comunicazione e di relazione si intendono gli
interventi volti a sviluppare nelle persone professionalità capaci di tradurre
sul piano della comunicazione la complessità della struttura; questo livello
formativo pone una correlazione tra linguaggio interno all'organizzazione e gli
altri interlocutori dell'Ente, con l'obiettivo di armonizzare i diversi saperi
sia interni che esterni. Si svilupperanno così capacità negoziali,
di approccio, di comunicazione tra i diversi sotto-sistemi organizzativi sia interni
che esterni.
B.
Formazione al ruolo finalizzata alla fidelizzazione Con
la formazione al ruolo, l'obiettivo è quello di formalizzare e consolidare
una cultura organizzativa comune a tutti i lavoratori della Camera di Commercio,
al fine di creare un collegamento diretto tra Ente e dipendenti e conseguentemente
tra le strategie dell'Ente e la realizzazione delle stesse sul piano operativo
da parte del dipendente. Si svilupperà così la conoscenza diffusa
che favorisce la gestione per obiettivi, l'integrazione dei processi ed il senso
di appartenenza ad un sistema alla cui implementazione si partecipa attivamente.
C.
Formazione professionale sul lavoro e sviluppo delle competenze La
formazione su lavoro ha come obiettivo il potenziamento delle capacità
tecnico-professionali dei dipendenti, dotando gli stessi anche di strumenti teorici
di riferimento in grado di migliorare la loro capacità di contribuire ai
processi complessivi; in questo ambito sarà data particolare importanza
all'area dell'organizzazione del lavoro, intesa come ridefinizione delle modalità
di gestione dei processi dei servizi e di disegno dei confini dei ruoli di ogni
dipendente. L'obiettivo di questa area formativa è quello di creare competenze
gestionali in grado far crescere figure professionali interne all'Ente.
| | | | AREA
DI FORMAZIONE | MODULO | CARATTERISTICHE | | COMUNICAZIONE | TECNICHE
DI COMUNICAZIONE | Acquisizione
di metodologie e tecniche di comunicazione | | COMUNICAZIONE
INTERNA | Creazione
di linguaggi comuni alle diverse unità organizzative | | COMUNICAZIONE
ESTERNA | Tecniche
e metodologie di comunicazione con l'utente esterno e con gli altri interlocutori
dell'Ente | | FIDELIZZAZIONE
| PROCESSI
SPECIFICI DELL'ENTE E SERVIZI EROGATI | Modalità
di lavoro specifiche dell'Ente, procedure e analisi dei principali prodotti e
servizi erogati | | BENCHMARKING
| Sviluppo
di sistemi di confronto tra enti finalizzati allo sviluppo del senso di appartenenza | | IMMAGINE
DELL'ENTE E CULTURA ORGANIZZATIVA | Definizione
e condivisione di una cultura organizzativa specifica dell'Ente e comune a tutti. | | FORMAZIONE
SUL LAVORO E SVILUPPO DELLE COMPETENZE | COMPETENZE
SPECIALISTICHE | Attività
formative finalizzate a sviluppare conoscenze e capacità specifiche dell'area
professionale di appartenenza | | ADDESTRAMENTO
TECNICO | Iniziative
finalizzate ad acquisire capacità tecniche e operative immediatamente spendibili
nel ruolo ricoperto | | ORGANIZZAZIONE
DEL LAVORO E COMPETENZE GENERALI | Attività
formative finalizzate a sviluppare competenze in ambito organizzativo, di gestione
per processi e di gestione per obiettivi secondo approcci di programmazione, budgeting
e controllo; orientando le stesse a fornire le competenze che servono per operare
all'interno di una organizzazione che cambia, a comprenderne senso e finalità,
a migliorare la qualità della relazione con gli altri, a svolgere responsabilmente
il proprio ruolo. |
| | | | | | | | I
DESTINATARI | | | | Destinatario
del piano formativo sarà tutto il personale dell'Ente, anche neo-assunto. Attualmente
i dipendenti della Camera sono distinti in categorie e al loro interno in profili
professionali. In funzione delle specifiche aree di intervento e dei singoli
moduli contenuti all'interno delle aree, i corsi di formazione tengono conto nella
loro progettazione della categoria di inquadramento, del periodo di permanenza
nell'Ente e della appartenenza a specifiche famiglie professionali. I singoli
destinatari sono da definirsi nel piano di formazione di dettaglio. | | | | | | | | | | | | Con
riguardo alle metodologie didattiche si deve innanzitutto decidere, in relazione
alle linee generali del piano formativo ed ai destinatari individuati, se siano
da privilegiarsi attività di formazione in senso proprio (tendenti a sviluppare
competenze generali utilizzabili in diversi contesti lavorativi) o attività
di addestramento (tendenti, invece, a trasferire competenze specifiche relative
a determinati ambiti di lavoro). Potranno
comunque essere utilizzate, in funzione delle specifiche esigenze e obiettivi
formativi, le seguenti tecniche: La
lezione: il docente espone i contenuti e i partecipanti si pongono in ascolto
diretto. La partecipazione si sostanzia nell'ascolto e nel recepimento critico
dei contenuti. L'interazione è limitata ai momenti in cui i partecipanti
pongono problemi e domande, richiedono approfondimenti e chiarimenti. Tale
tecnica è molto influenzata dallo stile del docente e dalla capacità
di quest'ultimo di stimolare domande e riflessioni. Il
metodo dei casi: i partecipanti sono chiamati ad analizzare una situazione
problematica, dagli esiti incerti e non scontati, e a fornire possibili soluzioni.
Il coinvolgimento dei partecipanti dipende soprattutto dalla capacità
di immedesimarsi e di entrare in relazione col caso; capacità che il docente
può sollecitare, riuscendo a trasmettere la problematicità del caso,
richiamando al senso della realtà e facendo percepire, in tutta la loro
portata, i nessi problematici della situazione. Il
role playing: ai partecipanti è richiesto di impersonare un ruolo,
simulando una situazione organizzativa. E' un metodo che si propone di realizzare
un elevato coinvolgimento, attraverso la simulazione di situazioni in cui sono
richieste attitudini e competenze decisionali, ma anche doti che investono la
sfera emotiva e psichica. L'action
learning: al partecipante è richiesto di vivere attivamente una situazione
reale, in cui è necessario un cambiamento organizzativo o in cui, semplicemente,
bisogna dare attuazione ad un progetto. Attraverso l'azione concreta sul campo,
tale metodo si propone di sviluppare capacità decisionali, di rafforzare
l'orientamento all'azione, di sollecitare un cambiamento di approccio ai problemi. La
formazione/intervento: in cui i partecipanti sono coinvolti in un processo
formativo ed in un progetto di consulenza/intervento, che si svolgono in parallelo. Il
legame tra il processo formativo ed il progetto di consulenza/intervento consente
il reciproco rafforzamento di entrambi i processi in causa; della formazione,
che riceve dall'intervento la spinta ad essere più aderente ai contesti
reali e più mirata rispetto alle esigenze concrete di cambiamento e sviluppo
organizzativo e dell'intervento, che è accresciuto dalla possibilità
di sviluppare nei partecipanti competenze ed orientamenti funzionali all'innovazione.
| | | | | | | | | | | | Il
piano di formazione si articolerà sulla base delle aree e dei moduli definiti
in precedenza, secondo il seguente schema: AREA
DI FORMAZIONE | MODULO
e SINGOLO CORSO | DESTINATARI | | | | | | categorie | | altri
elementi | | | | A | B | C | D1 | D3 | GIA'
E NEO-ASSUNTI | | | | SINGOLI
PROFILI PROFESSIONALI | | | | COMUNICAZIONE |
TECNICHE DI COMUNICAZIONE singolo corso
| | | | | | | |
COMUNICAZIONE INTERNA
singolo corso
| | | | | | | |
COMUN.
ESTERNA singolo corso
| | | | | | | FIDELIZZAZIONE
| PROCESSI
SPECIFICI singolo
corso | | | | | | | BENCHMARKING singolo
corso | | | | | | | IMMAGINE singolo
corso | | | | | | | | FORMAZIONE
SUL LAVORO E SVILUPPO COMPETENZE | COMPETENZE
SPECIAL. singolo corso | | | | | | | ADD.TO
TECNICO singolo corso | | | | | | | ORGANIZZAZIONE
DEL LAVORO E COMPETENZE GENERALI singolo corso | | | | | | |
|
| | | | IL
PROGRAMMA DEI CORSI | | | | I
singoli corsi verranno a definirsi secondo l'abbinamento tra aree di formazione,
singoli moduli al loro interno e tipologie di destinatari (distinti per categoria,
profilo professionale ed eventuali altri elementi aggiuntivi, ad es: già
e neo assunti). Le docenze nei corsi potranno essere effettuate da docenti
esterni o da docenti selezionati tra le figure professionali presenti all'interno
dell'Ente, o da entrambe le tipologie di docenti, con possibilità di loro
alternanza anche all'interno dello stesso corso, al fine di assicurare una contestualizzazione
continua dei saperi alle specifiche esigenze della Camera. Si
riporta di seguito la ipotizzata scheda tipo descrittiva dell'intervento da realizzare. 
| | | | | | | | | | | | | | | | La
valutazione sulla efficacia delle azioni formative riguarderà essenzialmente:
la qualità del contesto operativo dell'intervento (efficacia interna). Tale
controllo deve soffermarsi su aspetti come l'adeguatezza delle aule (relativamente
a supporti didattici, disposizione dei posti, arredi ed altre dotazioni ecc.);
la puntualità dei docenti; la tempestiva distribuzione del materiale didattico
e, più in generale, la conformità del contesto operativo rispetto
a predeterminati standard di qualità il gradimento e le percezioni
dei partecipanti (qualità percepita). Si tratta di una verifica
finalizzata a rilevare le percezioni dei partecipanti in merito ad aspetti come
l'adeguatezza dei contenuti formativi, la qualità della docenza e delle
strutture d'aula. Per tale tipo di verifica si utilizzano, normalmente, questionari
somministrati durante e al termine delle attività formative l'efficacia
del processo di apprendimento (efficacia esterna). Si tratta di una verifica
effettuata in un momento temporale distante rispetto al momento di realizzazione
della attività formativa; verifica che si propone di testare l'effettivo
accrescimento delle competenze detenute precedentemente alla formazione e i cambiamenti
negli atteggiamenti e nelle percezioni successivi alla formazione. Una verifica
indiretta di tali elementi si ottiene anche attraverso la rilevazione del miglioramento
delle performance nello svolgimento del lavoro. Al
fine di analizzare gli esiti della formazione si possono utilizzare i seguenti
indicatori, a seconda del tipo di analisi che si sceglie di operare: >>Analisi
quantitativa Si può effettuare una analisi di tipo quantitativo: 
| | | | >>Analisi
qualitativa: Nel
momento in cui si progetta un piano formativo, si stabiliscono degli obiettivi
di performance da raggiungere, al fine di valutare, al termine dell'intervento,
se e in che misura i suddetti obiettivi sono stati raggiunti. Tale valutazione
può essere effettuata utilizzando test di verifica delle conoscenze possedute,
appositamente predisposti, che vengono somministrati prima e dopo lo svolgimento
del corso. Nel caso della area di formazione relativa alla comunicazione verso
l'esterno, si possono somministrare questionari agli utenti / cittadini per rilevare,
rispetto al servizio erogato, la qualità realizzata / percepita / attesa. Si
segnala che, generalmente, dovrà essere monitorato anche il gradimento
del corso da parte dei partecipanti, finalità per la quale possono essere
intervistati i singoli partecipanti oppure può essere predisposto un questionario
per ciascun corso realizzato, di cui si propone una ipotesi di seguito illustrata. Scheda
di valutazione del corso 
| | | | >>Analisi
dei costi Al fine
di analizzare i costi potrà essere utile effettuare una analisi: 
| | | | | | | | Come
esempio strutturato dell'articolazione dei corsi, si riporta in allegato una serie
di singole proposte formative ipotizzate per ognuna delle singole aree di intervento
- Vedi Allegato | |
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