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introduzione
La
Camera di Commercio I.A.A. di Prato
ha partecipato ai lavori dei Cantieri
di Innovazione, il programma promosso dal Dipartimento
della Funzione Pubblica per accelerare il processo di innovazione
all'interno delle Pubbliche Amministrazioni.
In
particolare, lo scopo del Cantiere "Donne
e Leadership" è stato quello di sottolineare che le risorse
umane costituiscono un valore fondamentale per le amministrazioni e che
è quindi necessario lavorare in modo innovativo per permettere
lo sviluppo del personale dipendente e per creare una cultura organizzativa
che non crei disuguaglianze basate sul genere.
Per poterne comprendere le reali esigenze e caratteristiche e per poterli
realmente valorizzare infatti, i dipendenti non possono essere considerati
in modo neutro ma devono essere valutati in un'ottica di genere.
Solo adottando questa nuova prospettiva sarà possibile fornire
nuove opportunità di sviluppo professionale, rimuovere ostacoli
di varia natura che ancora si frappongono ad un paritario sviluppo di
carriera tra donne e uomini e, soprattutto, migliorare la qualità
del lavoro, inteso sia come qualità della vita di chi lo presta
che come qualità del servizio erogato.
La ricerca di strumenti operativi, di percorsi e di strategie deve quindi
diventare l'oggetto del lavoro futuro e per supportare le amministrazioni
in questo percorso i Cantieri di Innovazione hanno fornito un questionario
di autoanalisi allo scopo di leggere la propria organizzazione in un'ottica
di genere e di valutare il differente impatto che i principali strumenti
di flessibilità hanno sugli uomini e sulle donne.
I risultati emersi dallo studio compiuto sul personale della C.C.I.A.A.
di Prato, in servizio al 31 maggio 2004, sono descritti nelle tabelle
di seguito riportate allo scopo di permettere agli organi camerali ed
ai dipendenti dell'ente di avere una visione di genere dell'amministrazione
e di evidenziare le aree su cui intervenire anche in vista della costituzione
del Comitato Pari Opportunità d'Ente.
suddivisione del personale femminile
e maschile
Dall'analisi
della situazione del personale dell'ente un dato che emerge con evidenza
è che la componente femminile è nettamente prevalente rispetto
a quella maschile e ciò suggerisce una valutazione positiva del
contesto presente all'interno della struttura.
Dal grafico sottostante, infatti, si evince che, su una consistenza totale
di personale di ruolo pari a 74 unità, ben 46 sono donne.

Tab.
1
Se
si passa però ad un esame più dettagliato si possono riscontrare
alcune criticità poiché la netta prevalenza femminile trova
riscontro soprattutto tra le categorie di inquadramento più basse,
mentre tende ad attenuarsi tra quelle superiori (Tab. 2).
In particolare, se si considera la categoria giuridica D3 possiamo evidenziare
come su un totale di 5 funzionari soltanto 2 siano donne, pari quindi
ad una quota del 40%, in netta controtendenza con la percentuale di presenza
femminile all'interno dell'ente (62,2%). Un'analoga
situazione si riscontra a livello della dirigenza anche se l'unica donna
dirigente ricopre il ruolo di segretario generale.
Da quanto detto possiamo quindi rilevare che anche all'interno della Camera
di Commercio di Prato esiste, seppur in forma piuttosto attenuata, il
fenomeno comunemente definito "tetto di cristallo".
Nonostante il carattere neutro delle disposizioni in materia di impiego
alle dipendenze della pubblica amministrazione, che sembrano garantire
l'accesso a tutti, con pari possibilità di carriera, le donne spesso
incontrano alcuni ostacoli che precludono loro la possibilità di
raggiungere i livelli più elevati di responsabilità.
Il dato della Camera di Commercio appare però confortante rispetto
a quello generale della pubblica amministrazione in cui, a livello di
amministrazione centrale, a fronte di quasi il 48% di presenza femminile,
soltanto il 27% sono le donne dirigenti ed il 15% le donne dirigenti generali
(divario che tende ad accentuarsi a livello di regioni ed autonomie locali
dove, a fronte di un 54% di presenza di donne sul totale dei dipendenti,
i dirigenti donna sono solo il 12%).
Il fatto che la situazione all'interno dell'ente sia piuttosto favorevole
alle donne non significa dunque che non sia utile promuovere politiche
di pari opportunità per dare applicazione al principio di uguaglianza
sostanziale di tutti i cittadini affermato dall'art. 3 della Carta Costituzionale.

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Tab.
2
suddivisione
del personale per titolo di studio
Come si può facilmente rilevare dai dati sotto riportati (Tab.
3), la maggioranza del personale camerale è in possesso di un diploma
quinquennale (52%); seguono i laureati (35%) mentre è residuale
la percentuale di coloro che posseggono altri tipi di titolo di studio.
La situazione è pressoché analoga per quanto riguarda il
personale femminile mentre per quello maschile si nota un'inversione di
tendenza in quanto i laureati sono più numerosi di coloro che posseggono
un diploma quinquennale.

Tab.
3
Considerazioni
interessanti possono essere fatte anche confrontando i dati relativi al
titolo di studio con quelli relativi alla suddivisione del personale per
categoria di appartenenza.
Dall'analisi emerge che, all'interno dell'ente, il fenomeno della sottovalutazione
dei titoli di studio, fenomeno in base al quale soggetti in possesso di
una laurea o comunque di un titolo di studio di licenza media superiore
svolgono mansioni non corrispondenti al loro livello di istruzione, non
si traduce in uno svantaggio per il personale femminile. All'interno dell'ente,
infatti, la presenza di laureati nella categoria C1, per la quale tale
titolo non è richiesto, è riscontrabile sia tra gli uomini
che tra le donne (Tab. 4)

Tab.
4
suddivisione
del personale per fasce d'età
Dall'analisi
dei dati (Tab. 5) emerge con evidenza che la netta maggioranza dei dipendenti
camerali ha un'età compresa tra i 31 ed i 40 anni. Tale fenomeno
può essere facilmente spiegato tenuto conto che l'ente è
di recente costituzione (circa dieci anni) e che l'accesso allo stesso
avviene per pubblico concorso al quale generalmente partecipano persone
da poco entrate nel mondo del lavoro.
Il dato può essere utile ai fini di una valutazione del personale
in un'ottica di genere, considerato che è spesso in questa fascia
d'età che le donne usufruiscono degli strumenti diretti a garantire
pari opportunità.

Tab.
5
La
ripartizione del personale per fasce d'età e per categoria non
porta invece a considerazioni particolari dato che la situazione sopra
descritta si ripresenta in tutti i livelli di inquadramento (Tab. 6).

Tab.
6
suddivisione del personale per residenza
Come è facile riscontrare dai dati sotto riportati gran parte del
personale dipendente della Camera di Commercio risiede fuori dalla Provincia
di Prato, con un'accentuazione del fenomeno tra il personale di genere
maschile (Tab. 7).
Tale dato che apparentemente può sembrare irrilevante ai fini di
una visione del personale in un'ottica di genere, in realtà presenta
dei risvolti interessanti sotto il profilo delle pari opportunità.
La lontananza dal posto di lavoro può infatti tradursi in un fattore
di svantaggio per le donne che spesso sopportano il doppio carico di lavoro
derivante dalla cura familiare. Proprio per attenuare tali difficoltà
si potrebbero infatti attuare azioni positive a sostegno delle lavoratrici
per permettere loro di usufruire di effettive condizioni di parità
con i colleghi maschi.

Tab.
7
I
dati riportati nella tabella che segue (Tab. 8) relativi al confronto
tra la provincia di residenza e le modalità di assunzione potrebbero
indurre a considerazioni fuorvianti poiché essendo generalmente
le donne a desiderare un riavvicinamento del posto di lavoro alla propria
residenza, l'unico caso di ingresso in servizio presso la C.C.I.A.A. di
Prato, dovuto a mobilità tra enti pubblici ha visto un uomo come
protagonista.
In realtà la situazione è decisamente diversa poiché
dall'analisi dei dati relativi alla mobilità in uscita si scopre
che sino ad oggi questa ha riguardato soltanto il personale femminile.

Tab.
8
suddivisione del personale in part -
time ed a tempo determinato
Negli ultimi anni è divenuto sempre più frequente, anche
all'interno della pubblica amministrazione, il ricorso a forme di contratto
"flessibili".
Questa tendenza rappresenta senza dubbio un'opportunità per le
donne lavoratrici che in molti casi riescono a realizzare una conciliazione
tra i tempi di vita e di lavoro; tuttavia esiste sempre il rischio che
tali strumenti si traducano in forme di segregazione per le donne, che
finiscono quindi per entrare nel mondo del lavoro solo marginalmente.

Se
i dati relativi ai dipendenti a tempo determinato, pur presentando una
netta prevalenza femminile, non hanno molto senso all'interno di una pubblica
amministrazione alla quale si accede per concorso, più utili possono
essere quelli relativi all'utilizzo dello strumento del part - time che
è uno strumento utilizzato esclusivamente dal personale femminile
(tre dipendenti su un totale di 46).
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