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Progetto Quadro di Formazione per la Pubblica Amministrazione
parliamo con

 

Andrea Poltronieri - Direttore del Progetto Quadro in PromoImpresa
Marco Zanini - Dirigente Camera di Commercio di Mantova e Responsabile di PromoImpresa


Esigenze di partenza: il progetto quadro per la formazione nelle pubbliche amministrazioni della provincia di Mantova nasce come risposta ad un'esigenza manifestata dai dipendenti o come linea di intervento "dall'alto" in un contesto di sviluppo globale delle risorse umane?

Per la seconda edizione del progetto - iniziata nel giugno 2005 - grazie all'esperienza maturata l'anno precedente, siamo stati in grado di indagare le esigenze formative degli enti destinatari della formazione e di indirizzare, di conseguenza, le azioni formative secondo tre aree di intervento:

formazione di base l'obiettivo è stato quello di elevare lo standard qualitativo dei dipendenti degli enti interessati garantendo alcune basi di riferimento per una pubblica amministrazione competitiva - le azioni formative sono state indirizzate principalmente alle materie dell'inglese e dell'informatica. Questo per omogeneizzare le varie amministrazioni e per metterle in grado di utilizzare determinati strumenti di lavoro.
formazione specialistica alcuni moduli di formazione specialistica, che riprendono anche quanto fatto dal Dipartimento della Funzione Pubblica e dal Programma Cantieri, servono, in termini di laboratorio, per inserire alcune tematiche - come il benessere organizzativo, i processi decisionali inclusivi - all'interno dell'amministrazione. Obiettivo: innovare e inserire dei meccanismi nuovi di lavoro all'interno della pubblica amministrazione.
formazione modulare si assecondano esigenze particolari del territorio. Dal momento che il partenariato è ampio, emergono esigenze diverse da un territorio molto vasto e articolato (parliamo di 45 sui settanta comuni dell'intera provincia, più la Camera di Commercio, e l'Ente Provincia di Mantova) che ci hanno portato a sviluppare alcuni percorsi formativi su temi particolari, su richiesta e legati a progetti specifici.

Sinergie e collaborazione inter-istituzionale: come si attivano i contatti, come è avvenuto il processo di interazione/collaborazione con altri enti?

L'iniziativa è partita dalla Camera di Commercio di Mantova - nell'edizione 2004 unico Ente che erogava formazione - che da quest'anno è entrata in partenariato con altri due enti. In realtà la sua attività di soggetto formatore la Camera l'aveva iniziato negli anni precedenti attraverso dei vaucher formativi, ovvero dei corsi su richiesta delle singole amministrazioni, le quali segnalavano delle singole esigenze senza andare oltre, però, la semplice alfabetizzazione, informatica piuttosto che di inglese. Da questi primi contatti, inizialmente con una quindicina di enti sul territorio della provincia, il passo verso un progetto finanziato è stato breve: nel momento in cui si è reso disponibile un finanziamento della Regione Lombardia abbiamo confezionato un progetto integrato che andasse incontro alle vecchie richieste di formazione di base, ma che nel contempo esplodesse in interventi innovativi in termini di formazione. Non più singole azioni per specifiche esigenze ma un progetto quadro di strategia complessiva sul territorio.

A quali professionalità è rivolto questo piano formativo?

Il piano è indirizzato a tutti i dipendenti dei Comuni, della Camera di Commercio e dell'Ente Provincia: vi sono, logicamente, moduli, tipo quello di base, che possono essere indirizzati indiscriminatamente a tutti i dipendenti e funzionari; altri moduli, più innovativi e specialistici, coinvolgono quadri e dirigenti. Per intenderci, i moduli mutuati dal Dipartimento della Funzione Pubblica e dal Programma Cantieri, sono pensati quasi esclusivamente per i dirigenti.

Dal punto di vista dell'approccio ai processi formativi Camera di Commercio, Comuni e Provincia manifestano le stesse esigenze? È realmente efficace un progetto "integrato"?

Sicuramente si può individuare uno standard comune: il tema che li accomuna tutti è la necessità di intervento sul territorio e l'impegno di servizio verso cittadini e imprese. Le materie che abbiamo proposto interessano Camera, Comuni e Provincia allo stesso modo in quanto enti territoriali o, comunque, enti pubblici che operano sul territorio. Due esempi per tutti: la comunicazione, sicuramente, che fa riferimento alla Legge 150, coinvolge tutti gli enti pubblici che devono adeguarsi a quanto previsto attraverso strutture di relazione come l'URP o attraverso attività di comunicazione con cittadini e imprese tese a facilitare il dialogo con le amministrazioni. Cambia il target, ovviamente, ma la tematica oggetto di attività formativa è la stessa. Altro modulo, non volendo considerare la formazione di base - come l'informatizzazione - riguarda la sponsorizzazione perché di questi tempi i comuni - ma la stessa camera di commercio così come l'ente provinciale - hanno la necessità di ricorrere a risorse alternative rispetto alle "dotazioni" pubbliche. In questo senso un modulo sulle sponsorizzazioni dà loro qualche strumento in più per poter recuperare risorse necessarie a sviluppare progetti sul territorio.

A più di un anno dall'implementazione del progetto - la seconda fase, cominciata nel giugno 2005 si concluderà nel gennaio 2006 - è già possibile avere un riscontro in termini di valore aggiunto alla professionalità dei dipendenti formati? Se si, come è stato misurato?

I due indicatori, se così possiamo definirli, sono, da un lato, il segnale che percepiamo da chi ha già frequentato corsi avanzati nella prima edizione: chi era prima "analfabeta" di informatica e inglese riesce ora a interloquire con corsi molto avanzati sulla materia; questo già ci da un segnale positivo. L'altro indicatore è relativo alla dimensione del progetto legata ai laboratori. Per intenderci: questi moduli innovativi non sono solo di didattica frontale, ma vengono sviluppati come veri e propri laboratori di innovazione. Nella prima edizione avevamo gestito i primi corsi sulla comunicazione - tre corsi complessivamente da 120 ore ciascuno - sviluppati in forma di laboratori che davano vita, alla fine del percorso, a progetti di miglioramento per pubbliche amministrazioni. Abbiamo verificato che alcune di queste azioni sono state attivate: in sostanza abbiamo aiutato i dipendenti a studiare le rispettive amministrazioni e ad attivare, rispetto a criticità riscontrate, delle azioni di miglioramento. Per noi questo è l'indicatore più rilevante che ci è stato utile non solo per capire che tipo di risultato avevamo raggiunto, ma anche per orientarci sul tipo di struttura didattica che risulta essere più efficace. Da ultimo, ma non ultimo, abbiamo riscontrato un'adesione più che tripla rispetto a quella preventivata - il nostro obbiettivo era formare complessivamente 800 persone. In base al regolamento del Fondo Sociale Europeo e della Regione ciascuna "edizione formativa" deve partire da un minimo di sei allievi fino ad un massimo di ventisei. Ad oggi abbiamo saturato tutte le classi e per non discriminare nessuno e, nel contempo, rispettare le specifiche regolamentari, abbiamo utilizzato una sorta di compromesso, prevedendo fino a 26 allievi ufficiali e un certo numero di "uditori": su alcuni moduli - per esempio sul testo unico, il governo degli appalti, i percorsi di benessere organizzativo - abbiamo 47 allievi per edizione, praticamente la disponibilità di adesione di tutti i comuni. Questo è un ulteriore segnale, per noi, che stiamo procedendo sulla strada giusta: le esigenze manifestate dal territorio ci spingono ad approfondire i moduli innovativi piuttosto che limitarci a quelli di base.

Quali sono le professionalità che assumono il ruolo di formatori?

Fondamentalmente i target sono due: per la formazione di base ci sono formatori professionisti, docenti che fanno questo di professione. Per quanto riguarda i moduli più specialistici, invece, abbiamo un mix tra formatori, che seguono il percorso complessivamente; docenti universitari che vengono coinvolti su tematiche che ci interessa sviluppare secondo un profilo più specialistico; in più abbiamo dirigenti oppure referenti di altre amministrazioni che hanno già adottato questo tipo di percorso e che mettono a disposizione le proprie competenze. Per la prima azione formativa introdotta per questa seconda edizione del progetto, che faceva riferimento alle novità legislative in materia di consumo di alimenti e bevande, la Camera di Commercio, chiamata in causa in prima persona, ha voluto formare direttamente i Comuni sulla novità di questo spostamento legislativo della competenza dalla Camera ai Comuni. Questo modulo è stato direttamente spiegato dai dirigenti che in Camera di Commercio seguono questa tematica. In più, in termini di docenza, alcuni interventi sono stati curati da un docente proveniente dall'ANCI.

In base alla vostra personale esperienza cosa sarebbe da rimodulare, oggi, negli strumenti e nelle modalità formative adottate dalle amministrazioni pubbliche?

Quello di cui dovremmo prendere consapevolezza, e che personalmente stiamo verificando da questo percorso di formazione, è che funziona il concetto definito di "comunità di pratica". Dovremmo far seguire, alla formazione didattica, una community che prosegua nel tempo quanto appreso in aula. Abbiamo verificato che i comuni vogliono collaborare tra di loro e, di conseguenza, cerchiamo di adottare sempre più progetti e percorsi formativi a rete sul territorio. Cerchiamo, così, di abituare i comuni a questa collaborazione perché poi, nel tempo, continuino a progettare ed operare in sinergia sul territorio. Volendo suggerire un miglioramento da introdurre nelle modalità formative diremmo di cercare di radicalizzare il senso della formazione continua. Il percorso formativo dovrebbe non esaurirsi al modulo in aula ma evolversi in azioni che applichino negli interventi sul territorio lo stesso metodo di cooperazione appreso in aula.

Formazione e tecnologia: come è cambiato/migliorato l'approccio alla formazione indotto dalle nuove tecnologie?

Premettiamo che non abbiamo adottato piattaforme tecnologiche particolari di formazione - per esempio di e-learning: per una serie di motivi, non ultimi problemi burocratici e costi di struttura. Non dimentichiamo che lo stesso Fondo Sociale Europeo, che fino a qualche anno fa metteva a disposizione somme "importanti", oggi ha ridotto moltissimo le risorse. Questo non ci impedisce di andare incontro alle esigenze di comuni particolarmente dispersi sul territorio - e comunque non è sempre facile conciliare la disponibilità di 45 enti diversi - praticando in altro modo la formazione a distanza: attraverso l'utilizzo di mailing list piuttosto che di strumenti condivisione di documentazione utile.
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