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Camera di Commercio di Roma: il bilancio del capitale intellettuale
parliamo con

 

Fabrizio AUTIERI
Segretario Generale - Camera di Commercio di Roma

Intervento al Convegno "Le basi per una nuova gestione manageriale delle Risorse Umane", Forum PA 2006.


Il piano di svippo della Camera di Commercio

All'inizio del mio percorso come Segretario Generale nel 1996, la Camera di Commercio di Roma era vista - ed era realmente - inefficiente, inefficace, ineconomica. È importante il ricordo, perché a volte quello che si era svanisce, si dissolve.

Diciamo, allora, che abbiamo cominciato a lavorare in Camera di Commercio a partire dal '96: parlo al plurale perché mi riferisco a tutto il personale in servizio, non solo a me o al mio staff o ai dirigenti e vertici camerali. Nel 96 non feci altro che raccogliere le patologie che esistevano in camera di commercio; nel '97, a febbraio, portammo un piano di sviluppo già pressoché definito. Ma noi siamo partiti da concetti diversi rispetto al passato: abbiamo abbandonato ogni forma burocratica, non siamo partiti dai vincoli legislativi, quanto dalle logiche.

La prima logica: una Camera di Commercio è fatta da esseri umani. Abbiamo cominciato con la comunicazione degli obiettivi strategici fino ad arrivare alla loro completa condivisione: è necessariamente il primo passo per formare una comunità integrata di dipendenti all'interno di un'azienda o di un'istituzione. Abbiamo creato un tessuto collettivo: il prodotto azienda.
A monte di questo pre-esisteva un altro concetto: che il valore aggiunto di due o più persone non si somma ma si moltiplica. Questo è essenziale: la comunità che avevo trovato in Camera di Commercio nel '96 era una falsa aggregazione, di singoli individui la cui filosofia era 8, 14, 27: si entra alle 8, si esce alle 14 e il 27 c'è lo stipendio, nient'altro esiste al di là e al di fuori, non si conosce chi lavora nella stanza accanto, non si sa cosa condividere e con chi condividerlo. La sfida è stato il passaggio dal culto dell'orario al culto del risultato. Come primo riscontro abbiamo avuto una prova dell'intelligenza del dipendente della pubblica amministrazione: le leve strategiche che abbiamo adottate sono state la formazione - una formazione operativa strategica, perché ne avevamo condiviso gli obiettivi - non basata sull'offerta di formazione, ma su una domanda da noi stessi imposta per un certo tipo di formazione e anche un certo tipo di didattica. Abbiamo formato i formatori interni; abbiamo fatto leva sulla motivazione con percorsi di crescita professionale ed economica; regolamento degli accessi, partecipazione agli utili da parte del personale. Coinvolgimento, proattività al cambiamento, responsabilizzazione, decentramento operativo e decisionale al posto di un accentramento quasi eliocentrico oppure di micro-sistemi eliocentrici dove tutti devono mandare alla firma di qualcuno qualcosa. Attribuzione dell'intero processo ad un unico soggetto: al responsabile dell'intero procedimento amministrativo. Ambiente di lavoro gradevole, sereno moderno: tutte queste cose sono state realizzate.

Le terapie organizzative hanno consentito alle persone - parlo non dei dirigenti o del vertice, ma delle persone che vivono in questa comunità - di organizzare l'Ente e quindi se stessi e la propria vita. È stata disegnata da tutti una nuova organizzazione, il tessuto connettivo. Accanto all'intervento fatto in formazione abbiamo portato avanti la reingegnerizzazione dei processi perché non è vero che l'informatica risolve i problemi: se l'informatica viene realizzata sui processi sbagliati crea più problemi che risoluzioni. Abbiamo creato la Rete Informatica Integrata e abbiamo inventato una gestione industriale dei flussi e dei processi e delle loro procedure brevettando il motore di work-flow. Questi volumi, tutto quanto prodotto, alla fine è stato depositato alla SIAE. Abbiamo dato la protezione intellettuale al lavoro intellettuale dei dipendenti della Camera di Commercio di Roma attraverso il brevetto per dimostrare al personale pubblico che le persone intelligenti non sono solo nel settore privato ma anche in quello pubblico. Compito dei dirigenti è scoprirlo, abbattere i luoghi comuni, facilitare la creazione di una comunità organica di un tessuto connettivo e, quindi, del prodotto azienda. Perché un'azienda è fatta dalle intelligenze delle persone che ci lavorano dentro.

La Camera di Commercio di Roma oggi

I risultati: il rilascio dei prodotti e dei servizi avviene in tempo reale alla presentazione della richiesta. Abbiamo invertito il rapporto tra costi di struttura e investimenti. Abbiamo fatto del sistema camerale romano un sistema di professionalità qualificate creando già dal '97 un clima di benessere organizzativo.
Qualche output: i numeri. Il 60% delle entrate viene dato alla giunta per gli investimenti di breve medio e lungo periodo. Uno degli investimenti fatto dalla Giunta è la nuova Fiera di Roma - il 7 di aprile u.s. sono già stati inaugurati 7 dei 22 padiglioni da costruire. L'incidenza del costo del personale, da noi è del 20% - incidenza media del costo del personale sulle entrate. Di questo 20% il 4% viene investito in formazione. Ed è realmente un investimento perché ne ricaviamo il prodotto dell'intelligenza a livello lavorativo. Un altro elemento di riferimento: la pianta organica nel 1995 era di 511 persone. Oggi in servizio siamo 416, con tutti i risultati che vi ho appena illustrato. Abbiamo invertito il luogo comune che ci vuole assolutamente personale, personale, personale. Io ancora conservo i documenti dei vecchi capi-servizio che continuamente facevano richiesta di personale. Se avessi dovuto dar retta a questa richieste oggi saremmo 800 persone a lavorare in Camera di Commercio, avremmo dovuto raddoppiare i costi del personale, sarebbero aumentati i costi di gestione complessiva e alla fine alla Giunta da investire avremmo potuto dare solo una percentuale irrisoria con la quale la Giunta poco o niente avrebbe potuto investire. Basta dire che nonostante il piano occupazionale disegnato all'epoca, prima del 2002, indicasse prudentemente 487 unità, ci siamo attestati già all'epoca a 406 - 10 persone sono ufficiali metrici trasferiti dal ministero alla Camera di Commercio. Attraverso il "non" adempimento del piano occupazionale e atraverso una gestione innovativa della Camera secondo processi razionalizzati e reigegnerizzati, siamo riusciti a contenere la spesa, in tre anni, di 6milioni e 400mila euro: su questo la giunta ha reso la possibilità di rendere partecipe il personale agli utili. Perché se si da il 60% all'istituzione per gli investimenti e questo 60% è stato raggiunto grazie alla capacità del personale di ottimizzare se stesso significa che il personale, nel suo complesso, ha dato un utile, un margine operativo del 60% e merita una parte di questo utile. Noi siamo passati dalla distribuzione a pioggia del '96 - in pratica quattro soldi a tutti - ad un trattamento accessorio che in dieci anni è cresciuto del 100%: e questo senza regalare niente a nessuno perché il 100% dei dipendenti è - oggi posso dirlo serenamente - una reale professionalità.

E in questo senso vorrei realmente ringraziare i sindacati con i quali abbiamo condiviso gli obiettivi strategici: non è stato facile, sul livello tattico e dialettico siamo in molti casi su posizioni contrapposte, ma le troviamo le soluzioni. Il nostro problema - che si è rivelata la nostra reale forza - è che noi non vogliamo essere dipendenti tipici della Pubblica Amministrazione che chiedono l'aumento per "mantenere la famiglia": la rivendicazione agli utili aziendali è importante, in questo senso, perché sappiamo di aver contribuito con la nostra professionalità al successo dell'Ente.