ATTENZIONE! SEGUICI SUL NUOVO PORTALE DI LAVORO PA: http://portal.lavoropa.it
zuliani
|
|
|
Premessa
|
|
L'approccio
innovativo alla gestione delle risorse umane per l'esperienza che ho maturato
e che vorrei raccontarvi consiste nella valutazione del capitale intangibile
delle Camere di Commercio: un ambiente vivace, effervescente, dove già
molto era stato realizzato e dove abbiamo trovato, quindi, un ambiente,
pur nella sua complessità, agevole per proporre un approccio di
questo tipo. Che si può definire, in sostanza, uno strumento di
conoscenza delle Risorse Umane. Questo nelle aziende private è
ormai normale, perché operano in "economia di conoscenza"
e tendono a guadagnare competitività. Tuttavia le amministrazioni
pubbliche non sono molto differenti, anzi direi che presentano delle caratteristiche
assolutamente analoghe a quelle delle imprese quando sono sufficientemente
dimensionate: anche per loro, quindi, è quasi implicito che si
adottino strumenti di knowledge management. Hanno la grande dimensione,
hanno l'elevata articolazione della struttura organizzativa, hanno la
connotazione produttiva multi-business, hanno complessità strategica
e tecnica dei processi produttivi. In definitiva hanno tutte le caratteristiche
per adottare questi strumenti. Con la consapevolezza che la valorizzazione
dei luoghi della conoscenza - le competenze, in alcuni casi esclusive,
i data base, i sistemi proprietari, le procedure amministrative - è
fondamentale per sostenere l'evoluzione positiva di una qualsiasi amministrazione.
Abbiamo voluto aprire un fronte - testimoniata da un volume stampato -
e testimoniata dall'esperienza condotta con la Camera di Commercio.
|
|
Il
Percorso
|
|
Occorre
fare una tassononomia della conoscenza, che vuol dire definire e classificare
le risorse della conoscenza attraverso un processo di scomposizione fino
ad arrivare alle risorse elementari critiche, cioè di quelle che
consentano di raggiungere gli obiettivi, la mission istituzionale. La
tassonomia è frutto, quindi, di un'attività di valutazione:
scaturisce dall'assunzione che alcune delle risorse della conoscenza sono
- per motivi strategici, congiunturali o quant'altro - più importanti
di altre.
Il patrimonio
intellettuale valorizza la risorsa umana contestualizzandola, cioè
intreccia sostanzialmente tre tipologie di risorse:
|
|
il
patrimonio umano; |
|
|
il
patrimonio organizzativo; |
|
|
il
patrimonio relazionale. |
Ciascuna
di queste sorgenti patrimoniali, del patrimonio intangibile e intellettuale,
ovviamente si scompone:
per
il patrimonio umano,
ci sono delle risorse di tipo strutturale, conoscenze delle persone, competenze
e capacità dei dirigenti, competenze e capacità delle altre
persone; poi ci sono risorse ambientali, qualità del lavoro e opportunità
di crescita professionale;
per
il patrimonio organizzativo si trovano due risorse di tipo
infrastrutturale - cultura, valori e comunicazione interna e infrastruttura
di conoscenza - e una ambientale, creatività e propensione all'innovazione;
nel
patrimonio relazionale, due risorse strutturali, le relazioni
esterne e la comunicazione esterna, e una risorsa di tipo ambientale,
orientamento all'utenza. Questa componente relazionale è una componente
importantissima in cui c'è anche la comunicazione istituzionale
e la comunicazione con gli stake olders e i portatori di interesse verso
il contesto specifico.
Ciascuna
di queste componenti, ovviamente, il patrimonio intellettuale umano -
competenze delle persone - si può scomporre ulteriormente in dimensioni
per ciascuna delle quali va fatto una valorizzazione di tipo patrimoniale.
Gestione e organizzazione del proprio lavoro; orientamento al problem
solving, capacità di iniziativa, flessibilità prestazionale,
accuratezza della prestazione, orientamento all'utenza.
Nel patrimonio
intellettuale umano, ancora, consideriamo troveremo le infrastrutture
tecnologiche, ma anche i database, la conoscenza codificata, la digitalizzazione
dei servizi, i brevetti.
Così
nel patrimonio intellettuale relazionale, guardiamo la comunicazione esterna
e troviamo la promozione istituzionale, gli eventi e il marchio.
|
|
Come
valutare la conoscenza?
|
|
Naturalmente
siamo stati estremamente facilitati nell'ambiente Camera di Commercio
dalla documentazione istituzionale cospicua, da un sistema di valutazione
dei dirigenti e dei dipendenti che funziona abbastanza bene, da un sistema
di misurazione delle performance camerali piuttosto efficiente. Tutte
queste informazioni vanno, ovviamente, sempre implementate con rilevazioni
e indagini attraverso questionari.
E allora,
per esempio, sulla conoscenza delle persone una delle articolazioni era
lo sviluppo: ebbene questo sviluppo si articola in investimento nella
formazione dei dirigenti; investimento nella formazione degli altri dipendenti;
coinvolgimento, etc.. Per ciascuno di questi aspetti si fa una partizione
abbastanza nitida e abbastanza puntuale.
Patrimonio
organizzativo intellettuale: emergono punti di forza - come l'immagine
aziendale percepita, la rilevanza delle risorse della conoscenza nei processi
di valorizzazione e programmazione, la valorizzazione del patrimonio intellettuale,
la valorizzazione del patrimonio relazionale (la Camera di Commercio è
un soggetto che si relaziona in una molteplicità di modi, con il
territorio, con le imprese, con le persone).
Emergono, però, anche punti di attenzione: per esempio migliorare
la comunicazione interna. Così ci sono elementi di forte leva promozionale
ed elementi sui quali vale la pena di investire ulteriormente. Ecco, la
valutazione del capitale intangibile consente, in definitiva, di fare
proprio questo, cioè di percepire, intercettare e catturare i punti
di attenzione e i punti di valorizzazione.
|
|
Bilancio
|
|
Vediamo
in definitiva che questo è un processo piuttosto articolato, piuttosto
complesso, ma anche significative perché rende molto.
Bilancio
provvisorio. Quello che stiamo facendo lo definirei ancora un tentativo:
la tassonomia della conoscenza varierà certamente perché
varia la strategia della Camera di Commercio. I punti di segmentazione
saranno via via aggiornati sulla base dell'evoluzione della strategia
della Camera. Il sistema degli indicatori certamente sarà ampliato
rispetto a quelli che pur tuttavia sono già disponibili in modo
cospicuo.
Bilancio
obiettivo: il bilancio intellettuale è frutto di un processo
di autovalutazione. I risultati che documenta dipendono dalle assunzioni
relative alle strategie di sviluppo della conoscenza e ai valori-obiettivo
di crescita e valorizzazione che l'ente fissa per ciascuna delle risorse
intellettuali. Quindi opera all'interno di una strategia della conoscenza.
Bilancio
gestionale: il bilancio intellettuale serve agli organi di governo
e di gestione, della Camera o di qualsiasi organizzazione pubblica o privata
- per allineare la valutazione di risorse intellettuali e le necessità
operativo-gestionali. Definire - a partire dalla valutazione dei punti
di forza e di debolezza - quali debbano essere gli obiettivi di valorizzazione
o i punti da rimuovere. Misurare gli effetti della gestione sul patrimonio
intellettuale, perché l'apprezzamento è un apprezzamento
fatalmente diacronico, nel senso che deve far vedere come si sta evolvendo
e che cosa produce la gestione: produce avanzamenti, arretramenti? si
è fatta la scelta giusta? occorre cambiarla o riorientarla?
Bilancio
comunicato: il bilancio patrimoniale è anche uno strumento
di accountability all'esterno e che, fra l'altro, alimenta una delle componenti
del patrimonio intellettuale che è la componente relazionale.
Vediamo in
definitiva che questo è un processo piuttosto articolato, piuttosto
complesso, ma anche significative perché rende molto.
Mi avvio
alla conclusione parlando di conoscenza e strategie. Il bilancio intellettuale
dà conto degli effetti delle politiche di gestione relative alle
risorse della conoscenza. L'attività analitico-ricognitiva può
essere usata dalla Camera di Commercio per definire strategie relative
alle proprie risorse patrimoniali intellettuali. Il bilancio costituisce
la base informativa fondamentale per redigere ed aggiornare - perché
lo strumento è dinamico - un piano strategico per lo sviluppo del
patrimonio intellettuale camerale.
La conoscenza non vale se permane tacita o confinata in specifici recinti
organizzativi: occorre promuoverla attraverso processi di codificazione,
luoghi di dialogo, processi di conoscenza. In questo ambito, naturalmente,
la conoscenza può fare tantissimo, ma se si utilizzasse la tecnologia
informatica unicamente per riprodurre dei processi non corretti non si
fa un bene né grandi avanzamenti. Se si usa il protocollo informatico
solo per marcare una posta in ingresso e una posta in uscita e non si
fa del protocollo informatico il motore che alimenta l'amministrazione
e contestualmente ne fa il monitoraggio non si fa servizio, ci si limita
all'acquisto di un po' di macchine. Se si fa un motore di knowledge management,
ma non si fa un lavoro come questo esposto di valutazione e di valorizzazione
della conoscenza all'interno della Camera di Commercio, non si fa un buon
prodotto.
|
| Approfondimenti
|
|
Analisi
e valutazione del patrimonio intellettuale della del patrimonio intellettuale
della CCIAA (pdf)
|
|
|