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erientamentolavoro
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Meno
burocrazia per le PMI
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Premessa
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Il tema dell'alleggerimento
burocratico per le piccole imprese è da mesi sulle prime pagine
di tutti i giornali e nelle dichiarazioni di un folto gruppo di rappresentanti
del Governo, persino del Presidente Napoletano. Una recente indagine di
Confartigianato rivela che le imprese bruciano ogni anno 13.7 miliardi
di euro per la burocrazia e quelle più piccole sono anche le più
colpite. In tutte le Regioni, infatti, sono proprio le imprese fino a
9 dipendenti a sopportare i costi più ingenti della burocrazia:
ben 11 miliardi, l'80% del totale. In pratica ogni piccola impresa sacrifica
11.000 euro l'anno sull'altare dell'onere amministrativo. Abbiamo un patrimonio
di imprenditoria unico al mondo che va messo nella condizione di crescere:
lo chiedono le imprese, lo chiede l'Europa, ma soprattutto lo chiede il
Sistema Paese. Da Febbraio è in corso al Consiglio dei Ministri
l'esame del Piano d'Azione per la semplificazione che dovrebbe essere
annunciato proprio in questi giorni, assegnando alle nuove tecnologie
un ruolo fondamentale.
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Dall'europa
una "bussola" on line
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"Europe
is good for SMEs and SMEs are good for Europe". È questo lo
slogan che per lungo tempo ha accompagnato l'iniziativa on line della
DG Impresa a sostegno delle PMI europee, già destinatarie di un
aumento di risorse nelle politiche di finanziamento comunitario. Come
risulta dai dati incrociati di Banca Mondiale e Business Europe in Europa
ben 8 dei 25 Stati membri sono stati bocciati dalle associazioni nazionali
di imprenditori sui temi della semplificazione amministrativa, ed almeno
altrettanti ricevono un giudizio neutral. Anche per questo, dunque, gli
interventi a livello Comunitario si stanno intensificando. Per migliorare
questa drammatica situazione sono stati adottati molteplici iniziative,
che vanno dal sostegno economico - l'80% del bilancio del Programma quadro
per la competitività e l'innovazione è destinato alle PMI
- ad una serie di interventi in direzione della semplificazione normativa
e burocratica fino alle attività di informazione ed orientamento.
In questa politica globale per le PMI - coordinata da un apposito rappresentante
presso la Commissione - si inserisce ad esempio la guida "Programmi
di sostegno della Ue per le PMI: una panoramica delle principali opportunità
di finanziamento europee" a cui è collegata una vera e propria
bussola on line per facilitare l'orientamento delle piccole e medie imprese
in riferimento a quattro categorie di intervento:
- finanziamenti
diretti,
- fondi
strutturali,
- strumenti
finanziari,
- incentivi
all'internazionalizzazione.
Un
"poker di azioni" come lo ha definito qualche tempo fa un articolo
del quotidiano "Il Sole 24 Ore" mirato a migliorare l'accesso
ai finanziamenti, semplificare i vincoli normativi, agevolare l'ingresso
sui mercati, promuovere lo spirito imprenditoriale, incentivare lo scambio
di buone pratiche, incoraggiare l'internazionalizzazione delle PMI e rafforzare
consultazione e dialogo con le organizzazioni che le rappresentano.
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Dall'Italia
un Piano d'azione
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Tra i bocciati
della classifica della Banca Mondiale e Business Europe, ovviamente, anche
l'Italia, il sistema economico delle PMI per antonomiasia. Ciò
che viene rimproverato, ancora una volta è il peso della burocrazia
e la mancanza di iniziative specifiche per il loro sviluppo.
In realtà di iniziative dall'inizio di questa legislatura sembrano
essercene state sin troppe: nel segno della concertazione sono stati istituiti
il Comitato interministeriale per l'indirizzo e la guida strategica delle
politiche di semplificazione e di qualità della regolazione; la
cabina di regia del governo; l'Unità per la semplificazione e la
qualità della regolazione; ed infine il Tavolo permanente per la
semplificazione, quale sede stabile di consultazione con le categorie
produttive, le associazioni di consumatori, le Regioni e le autonomie
locali. Ma forse è prorpio questo il punto troppi interventi che
non rendono chiaro il quadro d'insieme.
Nel mese di febbraio, però, il Comitato Interministeriale ha delineato
il percorso per l'adozione di un Piano d'azione sulla semplificazione,
che rappresenta una novità per il nostro Paese e ci pone in sintonia
con le iniziative adottate a livello internazionale e in particolare dalla
Commissione europea. Il Ministro Nicolais ha, infatti, proposto di sommare
all'impegno assunto dal Consiglio Europeo di riduzione entro il 2012 del
25% degli oneri amministrativi derivanti dalla normativa comunitaria,
un ulteriore obiettivo: ridurre di alemno il 25% - entro la stessa - data
gli oneri amministrativi per cittadini e imprese derivanti dalla normativa
nazionale .
I contenuti del Piano d'azione
Le prime dichiarazioni indicavano la data del 31 marzo 2007 come la scadenza
per la pubblicazione del piano. Tuttavi ad oggi il documento ufficiale
non è ancora stato divulgato e le uniche informazioni difuse sono
state alcune anticipazioni sui contenuti di massima. Anticipazioni che
proviamo a riassumere.
Da sottolineare, innanzitutto, i due criteri portanti del Piano: la concertazione
e l'adozione di una logica di risultato. Compito fondamentale del documento
sarà infatti quello di individuare i principali obiettivi di semplificazione
e qualità della regolazione per il Paese ed indicare i soggetti
responsabili, le azioni da compiere ed i tempi necessari al loro conseguimento.
Per fare ciò occorrerà anche lavorare molto sul piano del
raccordo del complesso delle iniziative già approvate, in itinere
o di prossima approvazione, da parte del Governo: il decreto-legge sulle
liberalizzazioni, e il disegno di legge "Bersani"; i disegni
di legge "Nicolais" sulla modernizzazione ed efficienza della
P.A.; il disegno di legge "Amato" che introduce nuove norme
sulla cittadinanza; il disegno di legge "Lanzillotta" di riordino
dei servizi pubblici locali; ed il disegno di legge "Turco"
sulla semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela
della salute. Per quanto riguarda il secondo criterio, ovvero la logica
del risultato il Ministro Nicolais ha fatto sapere che la riuscita degli
interventi non sarà commisurata solamente al numero di norme adottate
o soppresse, ma alla effettiva riduzione degli oneri e dei tempi. In questa
logica, il Piano coniuga innovazione organizzativa e tecnologica in modo
da semplificare l'attività amministrativa e reingegnerizzare i
processi di servizio, utilizzando le opportunità messe a disposizione
dalle nuove tecnologie. Le aree di azione individuate saranno infatti:
1) Riduzione degli oneri amministrativi a carico dei cittadini delle imprese
e delle stesse amministarzioni;
2) Miglioramento della qualità della regolazione e riduzione del
numero delle leggi;
3) Controllo, verifica e aggiornamento degli indicatori della qualità
della regolazione;
4) Riduzione e certezza dei tempi;
5) Reingegnerizzazione dei processi (posta elettronica, PEC, protocollo
informatico, dialogo tra le banche dati, pagamenti elettronici, fascicolo
sanitario on line etc.);
6) Semplificazione normativa e amministrativa delle attività delle
Regioni e degli enti locali.
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Concludendolo
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Il Piano
di semplificazione non sarà, dunque, centrato esclusivamente sulle
imprese, ma è comunque un'azione fondamentale, soprattutto se affiancata
da altri strumenti come il portale impresa.gov che da due anni si propone
come luogo di contatto e centro di erogazione di servizi on line per le
imprese italiane. 18 i macroservizi disponibili, il cui elenco è
riassunto nella pagina del Portale delle Imprese denominata "Servizi
integrati di impresa.gov". Come ci ha spiegato Mario Altavilla dell'Area
Organizzazione ed e-Gov di Unioncamere "Si tratta di un repertorio
vasto e vario di servizi che vedono interessate la gran parte delle imprese
in diverse fasi della loro vita, dalla registrazione, all'assunzione del
personale, ad operazioni che riguardano il commercio estero, solo per
citarne alcuni. In ogni caso mi preme almeno ricordare le amministrazioni
già cooperanti: Camere di Commercio - Registro delle Imprese, INPS,
INAIL, Ministero della Salute, Ministero dell'Interno, Vigili del Fuoco,
Agenzia delle Entrate, Ministero della Giustizia, Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali, Agenzia Italiana del Farmaco, Istituto
Zooprofilattico Sperimentale "G. Caporale", Ministero dello
Sviluppo Economico, Ministero della Difesa, Ministero delle Comunicazioni,
Ministero del Lavoro, Ministero per i Beni e le Attività Culturali".
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