Cybersecurity per la sanità digitale: come gestire le minacce?

Cybersecurity per la sanità digitale

La Cybersecurity per la sanità digitale è un discorso molto ampio, che necessita di essere approfondito, in quanto, ormai, molti dei nostri dati personali e finanziari sono gestiti autonomamente della macchine e dai software. Quali possono essere i problemi e gli scenari futuri da considerare?

Tendiamo fin troppo spesso a credere che una delle minacce peggiori siano gli hacker, termine oltretutto sbagliato, in quanto esistono anche hacker buoni (noti con il termine di white hat), che si affidano a un’etica online. Lavorare nella sanità significa essere anche specializzati in qualche modo nella tecnologia, o comunque comprenderne pienamente i rischi.

Per esempio, dalla tessera sanitaria online alla ricetta dematerializzata, tutto passa per i computer. È ormai necessario saper utilizzare i software gestionali sanitari, per tenere tutto sotto controllo.

Ospedali e strutture sanitarie sono considerati “mediamente a rischio”, soprattutto perché contengono dati sanitari preziosi, ma non solo. Anche alcuni dati finanziari e sensibili, che gli hacker possono sfruttare per rubare l’identità digitale di qualcuno. La buona notizia è che non è semplice accedere a tali dati e che nel mondo moderno si spinge per una maggiore protezione e sicurezza.

Le minacce più frequenti

Quali sono le minacce che minano la sicurezza nel settore della sanità? I dati online sono estremamente preziosi e vanno protetti grazie a opportuni sistemi di sicurezza. Per questo motivo, la Cybersecurity sta diventando un tema sempre più importante. È necessario sensibilizzare i cittadini a un corretto uso dei propri dati online, quando navigano sul web.

Ci sono indubbiamente delle minacce più frequenti di altre, come per esempio gli attacchi di phishing, i ransomware, il furto di dati o minacce interne, che tuttavia possono verificarsi per fuga di dati intenzionale o accidentale. La Cybersecurity infatti tratta molto spesso “l’errore umano”: perdere dei dati in modo assolutamente non intenzionale, magari per errore o perché non si conoscono abbastanza bene i software. Rimane essenziale educare i sanitari alla tecnologia, per evitare problemi in futuro.

Link fraudolenti: mai aprirli!

Il rischio più comune è rappresentato dal phishing, in quanto accedere ai software gestionali sanitari non è affatto semplice e sono ben protetti. Il phishing rientra nelle minacce giornaliere, non solo verso la sanità, ma anche nei confronti di comuni cittadini. Quando riceviamo un’e-mail, assicuriamoci sempre che non sia un tentativo di truffa. Controlliamo l’e-mail su Google, cerchiamo di capire la provenienza del messaggio. Si rende comunque necessario l’installazione di un buon antivirus sul proprio PC, che possa smistare in autonomia le e-mail fraudolente.

Come proteggere i software gestionali?

Ci sono dei modi per proteggere i dati dei pazienti? Che cosa si può fare per prevenire una fuga di dati? La sicurezza informatica è destinata a crescere rapidamente. Se prima ci bastava sapere di avere istallato un antivirus sul nostro computer, ora è essenziale scavare più a fondo. Anche le direttive europee in tema della privacy e della sicurezza stanno cambiando: l’UE, infatti, detta legge in materia informatica. I cittadini europei sono molto tutelati per quanto riguarda la privacy.

Il legame tra sicurezza dei dati personali e i sistemi informatici sanitari è legato a doppio filo. Si rende indubbiamente necessario preferire un sistema gestionale che possa proteggere i dati, non solo nel caso di furti, ma anche per i cosiddetti errori umani o incidentali. Dove vengono custoditi i dati? Esiste una copia che ne garantisca la validità in caso di incendio o data breach? Sì, un backup è obbligatorio, possibilmente in più server, in modo tale da prevenire la perdita totale dei dati.

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