Tatuaggio capelli? Si chiama tricopigmentazione

Problemi di calvizie e stempiatura, perdita temporanea di capelli a seguito di traumi o malattie o difetti della cute possono portare le persone a deprimersi per il proprio aspetto estetico, con importanti ripercussioni psicologiche. Con la tricopigmentazione, invece, questi problemi possono essere risolti in maniera brillante. Per questo metodo all’avanguardia si parla anche di “tatuaggio dei capelli”, un nome particolare per una tecnica che può aiutare molte persone.

 

I pigmenti cosa sono

La tecnica della tricopigmentazione prevede di inserire pigmenti di colore sotto la pelle, per correggere difetti e disegnare un tatuaggio estetico. Con questo intervento, in pratica, si “disegnano” i capelli che sono caduti, ottenendo un effetto di capelli rasati per chi soffre di alopecia od un effetto di capelli presenti nelle sole aree stempiate.

 

Come funziona la tricopigmentazione?

Si inseriscono negli strati superficiali del derma, nella zona del cuoio capelluto, tanti piccoli pigmenti di colore, che alterano l’aspetto estetico della cute; in questo modo si ricrea l’effetto di una capigliatura folta anche se rasata. Da qui il nome di tatuaggio dei capelli. I pigmenti, col passare del tempo, tendono a perdere colore. Perciò se si hanno ancora i capelli lunghi e non si vuole rasarli, meglio non rivolgersi ad interventi di tricopigmentazione, in quanto colorano il cuoio capelluto ma non vanno a sostituire i capelli lunghi che mancano. La micropigmentazione, infatti, non è un intervento di chirurgia, non ha nulla a che vedere col trapianto dei capelli.
 

Durata della tricopgimentazione

Il trattamento di tricopigmentazione è un trattamento reversibile: tende a durare qualche mese per poi scomparire in modo naturale. Il colore utilizzato è sempre anallergico e biocompatibile; vengono utilizzati, infatti, pigmenti specifici che si prevede siano assorbiti dall’organismo. Con il passare dei mesi, dunque, il tatuaggio capelli andrà via e si tornerà alla situazione di partenza del cuoio capelluto. A fare la differenza, perciò, sarà la bravura del professionista che eseguirà l’intervento, con gli idonei macchinari e pigmenti. Mediamente un trattamento di tricopigmentazione dura dai 6 ai 12 mesi, effettuando però trattamenti periodici di richiamo, per evitare di aver un tatuaggio sbiadito con effetto artificiale.

Tricopigmentazione, a chi rivolgersi

Il consiglio è, anche in questo caso, di rivolgersi a centri qualificati come https://www.pinkink.it/tricopigmentazione-milano/ , per evitare di ritrovarsi in testa un risultato antiestetico per non dire grottesco o ridicolo. Il professionista dovrà valutare attentamente, insieme al paziente, ogni singolo dettaglio del capello e del settore del cuoio capelluto da trattare, per riprendere esattamente la tonalità dei capelli naturali eventualmente ancora presenti. Va analizzato a fondo lo stato dei capelli del paziente, quanti capelli sono ancora presenti per avere un risultato il più possibile naturale.

 

A cosa fare attenzione

Dal punto di vista estetico i risultati possono non essere quelli sperati, seppure ottimi a livello estetico, perché p difficile immaginare a priori il risultato. Per prima cosa quindi fatevi spiegare nei dettagli cosa vedrete finito il trattamenti. Tra i possibili disguidi, i puntini che si vanno a disegnare potrebbero risultare troppo grandi rispetto ai capelli naturali ancora presenti, il colore potrebbe tendere a sbiadire troppo presto o non riprende la tonalità dei capelli originali. Tutti inconvenienti che un professionista conosce e che saprà evitare con l’intervento appropriato.

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