New York incorona Trump e la Clinton

Le primarie Usa ormai hanno quasi i loro due vincitori. C'era grande attesa negli states infatti per la tappa dello stato di New York, che designa molti delegati e che poteva dare una spinta decisiva alla corsa di un candidato invece che ad un altro. Alla fine le attese ed i pronostici della vigilia sono stati rispettati, con Donald Trump e Hilary Clinton che si sono aggiudicati rispettivamente le votazioni per il Partito Repubblicano e per quello Democratico l'ex first lady. Due vittorie importantissime dunque, larghissima quella del magnate, netta quella della Clinton. Trump infatti, che a Manhattan ha sia i suoi uffici lavorativi che il suo quartier generale della campagna elettorale, ha stracciato i suoi rivali dando ben 40 punti di distacco a John Kasich, governatore dell'Ohio, e a Ted Cruz, che paga così caro alcune sue considerazioni non proprio positive sui newyorchesi. Più contenuta, ma altrettanto significativa, è stata la vittoria della Clinton su Sanders, alla fine distanziato di 13 punti e che probabilmente ora vede la vittoria finale sfumare quasi definitivamente.

La favorita e l'indesiderato

Queste primarie Usa per le prossime presidenziali di novembre stanno diventando, ma questo lo si poteva ben immaginare, un caso sia mediatico che politico. Rispetto agli anni passati i toni si sono notevolmente alzati, soprattutto in casa Repubblicana, mentre tra i Democratici sono gli argomenti ad essere totalmente nuovi. Sanders infatti è forse il candidato più di sinistra che mai abbia avuto così seguito, facendo breccia con i suoi discorsi sull'etica, sulle banche ed i loro giochi finanziari e di trading online e sulle grandi lobby, facendo breccia nella borghesia bianca soprattutto dell'est del paese oltre che tra i più giovani e gli universitari. La Clinton sicuramente è la candidata preferita dagli altri membri del partito, cosa che invece è totalmente contraria nei Repubblicani, dove i vertici invece sono totalmente contrari a Trump. Il magnate infatti ha posizioni troppo estreme anche per un partito fortemente conservatore, con il rischio che poi queste sue idee non possano portare nulla di buono alle elezioni presidenziali, il vero obiettivo. In una ipotetica, ma sempre più probabile,  sfida per la Casa Bianca infatti tra la Clinton e Trump, l'ex first lady infatti, oltre che l'elettorato progressista, avrebbe da la sua anche il voto afro e latino, cosa che ridurrebbe drasticamente ogni possibilità di vittoria di Tramp. Non resta che aspettare il prossimo 8 novembre, quando l'America sarà chiamata a votare il suo 45° Presidente. 

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