Volkswagen, storia e curiosità della “Vettura del Popolo”

Tra le case automobilistiche maggiormente rinomate nella scena internazionale, Volkswagen occupa senza ombra di dubbio una posizione rilevante. Evidenziamo informazioni, curiosità e aspetti storici di questo brand di successo.

Volkswagen: le origini del brand tedesco che tuttora detta legge nel mercato dell’automobile

La storia della vettura del popolo, significato letterale di Volkswagen, risale al 1937. Il governo aveva in mente un’automobile che chiunque, anche la classe meno abbiente, potesse permettersi il lusso di acquistare. Già tre anni prima, il dittatore aveva tenuto un discorso, dove l’obiettivo prioritario era quello di dare il via alla motorizzazione di massa. Illo tempore, infatti, l’automobile era un bene appannaggio di pochi.

I due progettisti chiamati in causa furono Jakob Werlin, figura cardine di Mercedes-Benz, e Ferdinand Porsche. A spuntarla fu il secondo.

Quali erano le caratteristiche che il governo richiese per la vettura del popolo?

L’auto avrebbe dovuto rispettare i seguenti requisiti:

  • Prezzo accessibile alla classe media (non superiore ai 1.000 Reichsmark)
  • Capacità di trasportare più di 5 persone oppure 3 soldati equipaggiati ed almeno un mitragliatore
  • Consumi inferiori a quelli di una motocicletta (ideale 7 litri di benzina per 100 chilometri)
  • Velocità superiore ai 100 Km/h

Aspetto distintivo dell’auto del popolo è che i pezzi di ricambio sono da sempre facilmente reperibili su scala internazionale. A tal proposito, il negozio di ricambi auto Shopricambiauto24.it si conferma da anni come uno dei punti vendita meglio forniti in assoluto, soprattutto se si tiene conto della professionalità dello staff, dell’ampiezza e della varietà di gamma dei pezzi di ricambio disponibili e soprattutto della competitività dei prezzi

Ferdinand Porsche propose questo ambizioso progetto già nel 1929, ma sia Mercedes-Benz che Zündapp si dimostrarono scarsamente interessate.

Il progetto fu interrotto in più occasioni per via della Seconda Guerra Mondiale. Fu solo al termine del conflitto che venne ripreso, con il debutto sul mercato della Volkswagen 1200 (in Italia nota come Maggiolino). Si trattava di un auto di semplice costruzione in grandi serie, low cost, compatta nelle dimensioni e spartana nel design. Il successo andò ben oltre le più rosee previsioni, al punto che tuttora questo modello viene considerato come un vero e proprio cult dai fan della casa automobilistica di Wolfsburg. Tra appassionati e collezionisti, il Maggiolino è un modello che va a ruba.

Gli anni ´70: più ombre che luci. La crisi finanziaria prima della svolta

La storia del produttore tedesco di autovetture e autocarri, dopo il boom economico culminato nel periodo a cavallo tra gli Anni ´50 e ´60, attraversò una crisi finanziaria. Negli USA, infatti, la casa automobilistica tedesca veniva vista con una certa diffidenza. Il problema di fondo risiedeva nel fatto che mancava una vera e propria alternativa di successo alla macchina di punta, vale a dire il Maggiolino. Dopo anni tutto sommato bui, i vertici di Volkswagen decisero di puntare fortemente sulle idee creative di Giugiaro, allora giovane designer torinese, visto in Europa già come uno dei più illustri esponenti del Made in Italy. La strategia fu vincente, tanto è vero che in modelli del calibro della Passat, dalla Scirocco, della Polo e della Golf, lo zampino del designer italiano fu evidente e fondamentale ai fini della ripresa economica del marchio tedesco che continua sino ai nostri giorni, eccezion fatta per la questione inerente allo scandalo emissioni, meglio noto come Dieselgate.

Per ulteriori approfondimenti concernenti questo storico brand tedesco, tra i leader nella produzione di automobili, è opportuno dare uno sguardo alla storia della Volkswagen.

Posizionamento del brand

Volkswagen fa parte del rinomato gruppo industriale tedesco Volkswagen AG, dove sono riuniti 11 marchi di ben 7 Paesi Europei: oltre alla vettura del popolo, spiccano SEAT, Audi, Porsche, Skoda, Bentley, Bugatti, Scania, MAN e Lamborghini. In questo senso, il brand si colloca nella fascia media del mercato automobilistico con la classe media come target di riferimento. Ancora oggi. Modelli di punta sono la Polo, la Passat, la Golf e naturalmente il Maggiolino. Con le station wagon, la casa automobilistica di Wolfsburg ha saputo poi centrare appieno le esigenze delle famiglie numerose.

I numeri sono chiari: il gruppo annovera ben 500.000 dipendenti, dislocati in ogni angolo del mondo, 200 miliardi di euro di fatturato e 10 miliardi di euro come utile netto.

Curiosità

Volkswagen, tra le altre cose, vanta anche un reparto corse, da diversi anni impegnato in competizioni internazionali, come il mondiale Rally, vinto 6 volte e la Dakar, vinta in 3 occasioni.

La vettura del popolo risulta strettamente connessa alla cultura tedesca e al sistema paese, tutto fatto di rapporti sindacali che solo dopo un lungo periodo hanno contribuito ad accontentare praticamente tutti. Poi, con l’avvento della globalizzazione, per ovvi motivi, lo scenario è cambiato e la delocalizzazione si è rivelata necessaria. In ogni caso, l’implementazione di diverse best practices e l’abilità di identificare figure di talento in giro per il mondo e di collocarle nei ruoli strategici dell’azienda ha fatto la differenza, al punto che la Volkswagen viene considerata all’unisono l’immagine riflessa della Germania.

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